La storia

Nel 1962, da un’idea del Prof. Orfeo Sorbellini, il paese di San Quirico d’Orcia viene diviso in quattro Quartieri, cercando di rispettare la divisione storica del medioevo, per dar vita al “Barbarossa”, una festa ed evento che celebra un episodio storico importante avvenuto in queste terre.

Nasce così il Quartiere di Prato che, con i colori Bianco-Verde, con il Toro come stemma e simbolo riconoscitivo e con il proprio motto “Liber et Audax”, occupa la parte Sud-Ovest del paese. La terza domenica di giugno, dopo una suggestiva sfilata lungo le vie del paese con dame, paggi, portavessilo, bandiere al vento e suono del tamburo a ritmi di sfida, rigorosamente vestiti con costumi storici, Il Prato sfida gli altri tre Quartieri nel “Campo delle Armi” a spettacolari gare di Bandiere con i propri Alfieri e gare di Tiro con l’Arco con propri Arcieri per la conquista delle Brocche dell’Imperatore.
L’evento storico al quale si fa riferimento risale al giugno del 1155, quando nelle terre di San Quirico d’Orcia, avvenne l’ incontro tra i Cardinali inviati da Papa Adriano IV e l’uomo più potente del tempo Federico I Hohenstaufen detto il Barbarossa, III Duca di Svevia, Re di Germania e Re d’Italia. Gli accordi presi durante questo incontro furono importanti per la carriera del Barbarossa:
il suo esercito doveva consegnare alla Chiesa l’eretico Arnaldo da Brescia, in cambio il Papa avrebbe rilasciato l’assenso per la sua incoronazione come sovrano del Sacro Romano Impero.

Le truppe prontamente eseguirono il mandato e consegnarono nelle mani della Chiesa l’eretico, così il Barbarossa proseguì il suo cammino fino ad arrivare il 18 giugno 1155 a Roma, ricevere l’incoronazione nella Basilica di San Pietro e proclamare le terre di San Quirico al rango di Vicariato Imperiale.
Importante da ricordare che dall’anno 2010 è stato istituito il “Barbarossa de’ citti” gare tra giovani alfieri e arcieri di età inferiore ai 14 anni, che si svolgono il sabato prima del “Barbarossa” per mantenere caldi gli animi di tutti i Quartieri.

 

Qualche foto storica dal nostro archivio….